28 marzo 2008

Will Smith


Confesso che dopo aver visto il film I am a Legend in lingua originale, non ho avuto più pace finchè non ho avuto un appuntamento con Will. Sabato sera, ovviamente, suona il campanello mentre ancora mi sto mettendo il mascara sull'ultimo occhio ( ne ho due, si), apro dal citofono gridando : siii un minuuuto e arriiivoo. Ma lui è alla porta, bussa, apro. Enorme. Grande quanto la mia porta, non credo che riuscirà ad entrare mi dico. Sta lì fuori e sorride, all'americana, quel sorriso largo, prolungato, ufficialmente senza un vero motivo. Beh, mi dico, un momento che mi infilo le scarpe, prendo al borsina sile sex &the city ed esco, meglio non veda la scia di abiti buttati ovunque che sono stati necessari per optare infine verso gonnellina frufru e maglietta sportiva stretta "granditette". Due baci sulle guance e il suo odore mi sovrasta in un attimo, mentre scendendo le scale (tre piani senza ascensore, si) fa il gesto inaspettato di darmi la mano, per sorreggermi sui tacchetti. Aiutooo. Ma che mani ha?
Macchina sportiva abbastanza pulita, rossa. NON chiedetemi marca e modello, sono una donna. Will guida rilassato, sorride, dice cose, ride (ancora all'americana...) e mi chiede dove possiamo una bella pizza. Musica rap a tutto volume nella sua car, è lui che canta, mi fa notare. É così grande che il volante tra le sue mani sembra di Lego.
Corsa sul lungo mare, cena a Duino, tavolino riservato, aragosta con mais, ha ordinato. Io non ho parole, aragosta e mais, mentre beve una bella Budweiser e mi racconta di questo e quall'altro. Mi distraggo, non so neanche cosa dice, gli guardo solo la bocca, che mastica e ride e parla. Al momento di pagare apre il ventaglio di carte e ne fa scegliere una al cameriere, come un prestigiatore. Questi americani ricchi sono fatti in serie, penso. Ma questo qui di fronte a me, ha degli avambracci da urlo.
Usciamo, la luna, le stelle, le onde. Ma la nostra omunicazione è ricaduta su hollywood e sul prossimo film. Al mio primo sbadiglio, lui è u gentiluomo e mi accompagna a casa. Solo un piccolo bacio, la prima sera, mi dice. Acconsento, perchè è l'ultima e quindi un bacio d'addio non si nega a nessuno, neanche al principe di Bel Air.

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