11 marzo 2018

Pablo Avendaño e le sue multidimensioni artistiche ed esistenziali


La pittura dello spagnolo Pablo Avendano ha un doppio gioco su di me: se da una parte mi stimola un pensiero adulto con i suoi temi urbani e panoramici e di scorrimento di immagini/tempo, dall'altra mi rapisce la parte bambina che non filtra intellettualmente le suggestioni, ma diventa istantaneamente una figurina che guarda l'immensità dell'esistenza. Ogni volta che osservo una sua opera (dipinta o modellata) perdo il senso della mia dimensione, mi trasformo in una donnina spettatrice del mondo. Una multidimensionalità intenzionale e istintiva mi pervade e i piani si sovrappongono in rappresentazioni e ri-rappresentazioni, in percezioni di immagini che sembrano fermate da un treno in corsa, alternate a case immerse in atmosfere hopperiane che però si mutano in un istante in modellini su un tavolo. Gulliver stesso si perderebbe in questo paese delle meraviglie.

È stato un piacere e una sfida reciproca quindi invitare Pablo Avendano a partecipare con un autoritratto alla mostra Sua Cuique Persona [L'autoritratto come maschera e specchio]( presentata da ArTS a Trieste), dove pablo ha presentato un lavoro inedito dal titolo Italian me ( olio su tela, 59 x 89).

La sua opera è stato definita dal critico Matteo Gardonio "una  dimensione personale claustrofobica e vangoghiana".
Del suo lavoro invece Pablo Avendano dice: "Le persone non si adattano funzionalmente in nessun ambiente, quindi devono comprenderlo. Ciò rende la natura piuttosto enigmatica e l'arte ama gli enigmi".












Biografia
Pablo Avendaño (San Sebastián, Spagna, 1971) ha sviluppato la sua carriera di artista visivo con sede a Bruxelles per 15 anni. Espone regolarmente il suo lavoro in Europa, negli Stati Uniti e in Cina, con una presenza in eventi come la Miami Bridge Art Fair, lo Shangai International Arts Festival, Scope Basel, Apertura Madrid o gallerie come Martine Ehmer a Bruxelles e RL Fine Arts a New York. È stato docente al Center Wolubilis e membro della giuria in diversi lm d’arte. Dal 2016 vive e lavora a Madrid.
Nel corso degli anni, il suo lavoro si è spostato verso la combinazione di media (pittura, fotografia, oggetti) e l’immagine narrativa. Ora fa un passo avanti nel genere microstory della letteratura.

Riferimenti:

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